La radio

Questo articolo, a firma di Luca Barboni, fu pubblicato sulla fanzine
“CONTROSTERZO” (uscita in numero unico nell’Estate 1988) e racconta “in
forma romanzata” i primi dieci anni di vita di PUNTO RADIO

PUNTO RADIO, 10 anni di storia (Luca Barboni)
Nel 1974 a Biella iniziò le proprie trasmissioni la prima radio “pirata” d’Italia;
fu come gettare un grosso pezzo di carne in una vasca piena zeppa di
affamatissimi pirañas: forse il parallelo non è perfettamente calzante, ma
quantomeno dovrebbe servire a far capire il movimento, l’eccitazione ed il
caos che destò tale iniziativa. I giovani (come il sottoscritto, in quel periodo)
non potevano più accontentarsi degli obsoleti programmi figli di mamma RAI
(Per Voi Giovani, Supersonic, Popoff) ed è per questo motivo che
cominciarono a nascere come funghi in tutt’Italia le prime radio libere/pirata.
La nostra zona fu subito all’avanguardia, con le varie Radio Libera Livorno (la
“mitica”), Radio Toscana Libera, Radio Pisa International, Radio Pontedera 1;
subito seguite da moltissime altre. Sorsero a questo punto due problemi per
gli ascoltatori: 1) comprare un nuovo apparecchio radio in grado di ricevere la
modulazione di frequenza (precedentemente la quasi totalità degli apparecchi
riceveva solo i programmi in modulazione di ampiezza); e 2) trovare
l’emittente “giusta”. Il sottoscritto, ovviamente, non faceva eccezione a questa
regola: mi comprai una bella radio nuova e cominciai ad ascoltare, giorno
dopo giorno, le varie radio.
Andando così a zonzo per l’etere tra le varie frequenze mi capitò un giorno
(o, meglio, una notte) di fermarmi su una stazione che trasmetteva un brano
dei Pink Floyd (i miei favoriti) e restai in ascolto: mi ero sintonizzato su “Radio
Tino Records International”, 96 MHz, la prima radio di Cascina. Era
l’embrione che avrebbe portato (dopo lunghe peripezie e vari cambiamenti di
nome e di frequenza) all’attuale Punto Radio. Ne è passata di acqua sotto i

ponti, non meno di 200 persone si sono alternate alla conduzione dei
programmi e Punto Radio ha appena concluso il primo (si spera di una lunga
serie) decennale di vita dell’emittente. Mario “il Gazzettino” (da cui poi Tino),
si fece costruire da Michele un piccolo trasmettitore da 3 watt ed un mixer;
poi prese il suo giradischi, quello dell’amico Giuliano, un vecchio registratore
a bobine ed un microfono; portò tutto nella sua cameretta e dette il via a
Radio Tino Records International. All’inizio trasmetteva solo Tino quando ne
aveva voglia (cioè sempre) e tempo (nel primo pomeriggio, nel tardo
pomeriggio, dopo cena, durante la notte); poi cominciarono ad aiutarlo alcuni
amici (Giuliano, Michele, Fausto, Ilio) ed alcune amiche (Alessandra, Cinzia,
Paola), per cui la cameretta di Tino cominciava a risultare un po’ stretta.
Fu a questo punto che sorse il problema di cambiare sede, e fu a questo
punto che la radio cambiò (con la nuova sede nei locali della Pubblica
Assistenza) anche il nome e la frequenza e diventò “Punto Radio 94 con
frequenza di emissione, ovviamente, 94 MHz. Problemi di collisione di
frequenza con Radio Bientina Libera costrinsero in seguito Punto Radio 94
(più piccola e con minor potenza di uscita) a spostare la propria frequenza a
93,4 MHz (la legge del più forte aveva colpito!). Ancora la legge del più forte
colpirà Punto Radio 94 alcuni mesi dopo quando, proprio sulla stessa
frequenza di 93,6 MHz (e con grande potenza) inizieranno da San Frediano
(a 3 Km di distanza da Cascina) le trasmissioni di “Spazio Radio Primo
Maggio” (chissà perché proprio sulla stessa frequenza quando ce n’erano
tantissime altre libere… loro dissero che non era per gelosia!…). Punto Radio
94 è costretta a cambiare nuovamente frequenza (91 MHz), e questa volta,
logicamente, cambia anche il nome: da Punto Radio 94 diventa
semplicemente “Punto Radio”. Un grosso balzo in avanti dal punto di vista
qualitativo verrà fatto da Punto Radio qualche tempo dopo quando, dopo anni
di certosini risparmi e “formicheggianti” accantonamenti di denari, avrà modo
di acquistare le apparecchiature per l’installazione di una postazione

ripetitrice sul Monte Serra, da dove inizieranno le trasmissioni sulla frequenza
di 91,6 MHz: questo permetterà all’emittente di varcare i confini del Comune
e della Provincia (nell’estate 1985 il sottoscritto ascoltava Punto Radio da
San Teodoro, in Sardegna!).
A questo punto l’emittente, per motivi organizzativi, ha bisogno di una
struttura giuridica più adeguata e decide così di diventare un circolo ARCI:
nasce così il CIRCOLO ARCI PUNTO RADIO, di cui l’emittente radiofonica è
ovviamente l’espressione più significativa.
Questo sarà un periodo particolarmente felice per l’emittente in quanto,
evidentemente, un ampio raggio di ascolto può portare (come effettivamente
porterà) molte forze nuove all’interno del gruppo.
“Tutto liscio? Liscio come l’olio!” dice Francesco Nuti in un suo film. La battuta
non si addice certo a questa storia: “Tutto liscio? NO!”, il diavolo, in questo
caso impersonato da un ladruncolo sconosciuto (ma è veramente
sconosciuto?…) ci mette lo zampino (in questo caso le sue mani) e si porta
tutto a casa sua all’inferno (speriamo si sia bruciato!, n.d.r.).
La bella favola del ripetitore di PUNTO RADIO è durata poco più di un anno.
Ecco che, come racconta la Bibbia, dopo le vacche grasse, vengono le
vacche magre: senza ripetitore, senza soldi, senza la possibilità di ritornare
“forti” in tempi brevi, tutti coloro che erano stati attratti dalla radio “perché si
sente bene e arriva lontano” si sono mano a mano messi da parte con scuse
più o meno plausibili (più meno che più). Solo pochi (le dita di una mano
avanzano per contarli) hanno creduto in una possibile “rinascita” della radio e,
piano piano, ripartendo da zero, col piccolo trasmettitore che arriva “dal
semaforo a via di Corte” hanno lavorato sodo e sono riusciti con grossi
sacrifici ad ottenere un nuovo trasmettitore e tutta una serie di
apparecchiature che potranno permettere, fra non molto, l’apertura di una

nuova stazione ripetitrice sul Monte Serra. Contemporaneamente queste
persone si sono mosse in varie direzioni per cercare di “recuperare” nuovi
adepti che potessero unirsi a loro allo scopo di creare una radio “ancora più
forte” di quanto non fosse mai stata; e ci sono riusciti in modo egregio perché
se prima le dita di una mano bastavano ed avanzavano per contarli, adesso
probabilmente non bastano più le dita di dieci mani!
Oggi PUNTO RADIO è una realtà ben radicata nel nostro Comune e tenuta in
debita considerazione da tutti (o quasi) per la sua organizzazione; e la sua
struttura di volontariato le ha permesso di sopravvivere (cosa che non è
riuscito fare a nessuna delle radio fin qui nominate, escluso Radio Pisa
International), di rinnovarsi e di portare avanti il proprio scopo che,
ricordiamo, non è solo quello di far ascoltare musica ma, fondamentalmente,
quello della tanto auspicata “aggregazione giovanile costruttiva” di cui tanti
parlano, ma che solo pochi (e PUNTO RADIO è uno di questi) riescono ad
ottenere.
Luca Barboni – 10 anni di storia (per ora!)
Estate 1988